L’Ulisse omerico, tormentato dalla nostalgia, torna a Itaca, ma dopo il ritorno, remo in spalla, riprenderà il viaggio.
Itaca non esaurisce il desiderio, non appaga, non è quell’Altrove verso il quale tende ogni errante.
Ulisse, come un’allegoria, ha attraversato tutta la letteratura e la sua immagine ritorna come un faro in ogni epoca in crisi per indicare la via.
Molti poeti hanno apportato infinite varianti a questo mito, ma è Dante che ha indicato il cammino per porre fine all’inquieto peregrinare umano. Nel suo viaggio, infatti, “l’ardor del desiderio” finalmente si placa davanti all’”Amor che move il sole e l’altre stelle”. Nell’odissea moderna nuove visioni e interpretazioni testimoniano lo smarrimento e il naufragio dell’uomo che cerca “nuove terre” per porre fine alla sua insopprimibile inquietudine.
Con Omero, Dante, Giordano Bruno, Pascal, Coleridge, Leopardi, Baudelaire, Conrad, Eliot, Kavafis, Saba, Pavese, Eliot, Caproni Kavafis e Borges navigheremo per cercare di comprendere il senso del nostro inquieto errare.
| Giorgio Merati | clarinetto. flauti, percussioni |
| Carlo Mega | recitazione e regia |
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