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Serva Italia

Serva Italia

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Per capire l’Italia di oggi, le sue “magagne”, partiamo dall’invettiva di Dante, Ahi serva Italia. Ripercorriamo la sua storia attraverso lo sguardo di poeti, intellettuali, storici e artisti che l’hanno osservata e rappresentata. Tra questi: Machiavelli, Guicciardini, Foscolo, Gioberti, Leopardi, Manzoni,   De Sanctis, Prezzolini, Gobetti, Gramsci, Carlo Levi, Montanelli, Bocca, Calvino, Calamandrei.

Nelle loro parole emergono i tratti di un carattere nazionale che si è consolidato nei secoli e l’esortazione alla responsabilità, all’impegno per costruire un’altra Storia.

 

Le classi superiori d’Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico di tutti i popolacci.

Leopardi

 

L’Italia, come tutti i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà essere ordinata, ben amministrata, forte contro lo straniero, come contro i settari all’interno finché ognuno nella sua sfera non faccia il suo dovere… Ma a fare il proprio dovere ci vuole forza di volontà, e persuasione che il dovere si deve adempiere non perché diverte o frutta, ma perché è dovere; e questa forza di volontà, questa persuasione, è quella preziosa dote che con un solo vocabolo si chiama carattere onde il primo bisogno d’Italia è che si formino italiani dotati di forti e alti caratteri.

D’Azeglio

 

I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

Prezzolini

 

C’era un paese che si reggeva sull’ illecito. […] Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Calvino

 

Durata: 80 minuti.

Spettatori: massimo 80.

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