condotto da Carlo Mega
Una riflessione scenica sulla condizione della donna a partire da un simbolo mitologico che ha contribuito a costruire il ruolo della donna nella società occidentale. La Medea di Euripide segna il passaggio da una società ginocentrica, quella della Grande Madre, ad una società patriarcale. Dalla Colchide, selvaggia e barbara, alla civiltà greca. L’immagine stratificata della Medea euripidea, sozza omicida di figli, ha dominato il nostro immaginario per secoli. Christa Wolf nel romanzo Medea.Voci, partendo da testimonianze precedenti a quella del tragediografo greco, rovescia la figura di Medea in quella di vittima, di capro espiatorio e suggerisce una riflessione sulla relazione uomo-donna nella nostra società .
I ragazzi saranno sollecitati con letture di testi classici e moderni a fare improvvisazioni, costruire scene e testi che, selezionati e montati, porteranno ad una rappresentazione teatrale.
ORGANIZZAZIONE
Durata: 40 ore
Partecipanti: minimo 12, massimo 22
Incontri: 1 incontro settimanale di 3 ore
TeatroMusica Meliké











