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Iliade

Iliade

guerra infinita

La guerra è orrenda e barbara; la guerra,

odiata dalle madri, fa infuriare le anime;

[...] la guerra mette un soffio di gelo nelle case,

la fame sulle strade, e nelle donne il pianto.

È barbara la guerra e ottusa e regressiva …

Antonio Machado

Un aedo, accompagnato dalla cetra e altri strumenti
dell’antica Grecia, narra le vicende degli eroi e delle
donne della guerra di Troia: la prima Grande Guerra
che mette in scena le sofferenze di tutte le guerre che,
allora come oggi, affliggono l’umanità.
La cetra accompagna alcuni versi in greco per evocare
la musicalità e la magia del capolavoro di Omero.

 

Giorgio Meraticetra, flauto di pan, aulos, flauti, gemshorn, cimbali, percussioni
  
Carlo Megarecitazione e regia
  

A conclusione dello spettacolo il musicista parlerà della musica nell’antica Grecia e degli strumenti utilizzati.

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  1. Camilla Valzer (V ginnasio B/C – Liceo Classico “L. Lagrangia” – Vercelli) ha detto:

    L’attore è stato molto bravo a cambiare tonalità di voce per ogni personaggio. Sembrava di avere davanti la scena di un film. Nell’episodio del saluto tra Ettore, Andromaca e il figlio Astianatte, con mia sorpresa, ho sentito gli occhi inumidirsi per la commozione. Dico con mia sorpresa perché ho sempre sostenuto che poemi così antichi come quelli omerici, non riuscissero a commuovere od a trasmettere emozioni come quelle che tutti provano al giorno d’oggi, ma con l’esperienza di questa mattina ho dovuto ricredermi.

  2. Eleonor Chinelli (1ª N - Liceo Scientifico Galileo Galilei - Caravaggio - BG) ha detto:

    Lo spettacolo è stato di mio gradimento e lo considero uno strumento ottimo, come supporto allo studio, per una migliore comprensione dell’Iliade.
    Uno spettacolo molto valido sia per gli interventi musicali che ci hanno permesso, per un attimo, di calarci nella realtà del tempo sia per il significato che si voleva trasmettere: finché l’uomo non saprà usare la ragione, ci saranno sempre guerre.

  3. Carlotta Pasquettaz (V ginnasio B/C – Liceo Classico “L. Lagrangia” – Vercelli) ha detto:

    La recitazione è stata molto coinvolgente: mi sembrava di essere effettivamente dentro le mura di Troia, in quel momento sospeso, rubato alla battaglia, in cui Ettore e Andromaca vivevano il loro ultimo, drammatico, momento di intimità.
    L’interpretazione dell’attore mi ha commossa perché è riuscito a coglierne ed a trasmetterne in modo sorprendente la disperazione, l’angoscia, il desiderio di pace. L’attore ha posto in evidenza come le donne si rendano conto delle terribili conseguenze che porta con sé la guerra, mentre gli uomini pensino ciecamente al raggiungimento del potere e della gloria. Da questa rappresentazione teatrale è emerso che, oggi come ieri, nella guerra non ci sono né vincitori né vinti perché è distruttiva ed autodistruttiva, in un conflitto senza fine.

  4. Fabio Barbati (1ª N - Liceo Scientifico Galileo Galilei - Caravaggio - BG) ha detto:

    Ho trovato lo spettacolo molto stimolante e coinvolgente sia per i versi recitati in greco, dove si poteva capire il loro ritmo nella scrittura originaria, sia per la parte dove venivano illustrati i vari strumenti musicali e le loro caratteristiche.
    Inoltre ho trovato interessante il collegamento finale tra l’Iliade ed il resto delle guerre.