TeatroMusica Meliké
Don Quijote

Don Quijote

caballero de la utopìa

Alonso Quijano, el bueno, si fece armare cavaliere con il nome di Don Quijote de la Mancha perché tanti “eran los agravios que pensaba deshacer, tuertos que enderezar, sinrazones que enmendar, y abusos que mejorar, y deudas que satisfacer. Y así, sin dar parte a persona alguna de su intención, y sin que nadie le viese, una mañana, antes del dia, que era uno de los calurosos del mes de julio, se armó de todas sus armas, subió sobre Rocinante, puesta su mal compuesta celada, embrazó su adarga, tomó su lanza, y por la puerta falsa de un corral salió al campo, con grandísimo contento y alborozo de ver con cuánta facilidad había dado principio a su buen deseo.”. Ora, non è da considerarsi pazzo chi pensa di portare nel mondo un po’ di giustizia?
Meglio togliersi dalla testa certe fantasie, sono cose da pazzi, cose impossibili, utopie.
Invece quel ragionevole pazzo di Donchisciotte insiste, continua a perseguire il suo “buen deseo” e, nonostante finisca spesso con le ossa rotte, non rinuncia alla sua impresa, alla sua utopia.

Riflessioni e commenti in italiano, immagini e musica, brani del Quijote recitati in spagnolo si susseguono in una narrazione scenica che si snoda attraverso i seguenti episodi:

  • prima uscita
  • seconda uscita (mulini a vento)
  • discorso tra i caprai (l’età dorata)
  • niente è ciò che appare (l’elmo di Mambrino)
  • la vera identità di Dulcinea
  • rinsavimento e morte di Don Quijote

Gli episodi sono estratti dai capitoli I, II, XI, XII, XIII, XXV e LXXIV, che saranno inviati per e-mail agli insegnanti che ne faranno richiesta.

Le immagini di Salvator Dalì e del film Don Quijote dela Mancha di Orson Wells sono commentate da La musica notturna delle strade di Madrid di Luigi Boccherini.

 

Durata: 90 minuti.

Spettatori: massimo 80.

 

Link utili

www.cervantesvirtual.com

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  1. Claudia D'Orazi ha detto:

    “DON QUIJOTE, CABALLERO DE LA UTOPÍA”

    Giovedì 22 gennaio dalle 08:50 alle 10:45 gli studenti della 4BL del Liceo Maffei di Verona hanno intrapreso un viaggio letterario grazie alla incomparabile figura del Don Quijote, entrato al Maffei nelle vesti di Carlo Mega, direttore della compagnia TeatroMusica Meliké.
    L’iniziativa – conferenza interattiva e recitazione in lingua spagnola di alcune delle più celebri uscite del “caballero andante” – ha coinvolto attivamente gli studenti stimolandoli ad una riflessione attenta sulla vita e sulla società odierna attraverso quanto denunciato dal “cavaliere dalla triste figura” ben 500 anni fa.
    L’originale sfondo – un susseguirsi di immagini dei più celebri artisti (Orson Wells, Picasso, Dalí per citarne alcuni) – e il sottofondo musicale del violoncellista italiano Luigi Boccherini hanno contribuito a rendere l’immagine di un’epoca, quella di una Spagna dove regnava la miseria e l’ingiustizia e dove i valori più alti erano un lontano ricordo.
    Gli alunni, spinti a confrontare la realtà nella quale vivono con quella descritta da Cervantes, hanno colto l’urgenza che spinse il Quijote ad agire per riportare la giustizia nel mondo. Quella stessa urgenza di altri uomini che, in nome di un ideale, hanno sacrificato la propria vita.
    Chi, ad esempio, ragazzi? La risposta arriva immediata: il Che Guevara, Pasolini, Falcone, Saviano e così via.

    Qualcuno dei miei studenti forse non si sarà emozionato come me ad ascoltare la “voce” del Chisciotte ma ne ho visti diversi con gli occhi sgranati, attenti a non perdere neanche una parola, una citazione, una battuta del bravo Carlo Mega. Di una cosa sono certa però: che tutti abbiano capito che il nostro eroe non era affatto pazzo, non stravolgeva la realtà ma vedeva il mondo come sarebbe dovuto essere!

    Prof.ssa Claudia D’Orazi